Olivier François saluta Fiat: ventun anni da Marchionne a Stellantis

Ventuno anni sono abbastanza per attraversare quasi per intero una stagione industriale. Olivier François arrivò in Fiat nell’agosto del 2005, quando il gruppo era ancora impegnato nella battaglia per la sopravvivenza e perdeva, ricorda lui stesso, circa cinque milioni di euro al giorno. Se ne va oggi dalla guida operativa dei marchi FIAT, Abarth e Lancia, ma non da Stellantis, di cui resterà advisor strategico. Al suo posto arriva Arnaud Belloni, manager che conosce bene la casa e che torna nel gruppo dopo l’esperienza in Renault.

Stellantis ha annunciato la nomina di Belloni a CEO di FIAT, Abarth e Lancia e a Chief Marketing Officer per l’Europa. Riporterà a Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer per l’Enlarged Europe. François lo accompagnerà nella transizione fino a metà ottobre, prima di proseguire il proprio rapporto con il gruppo come consulente strategico.

È dunque un passaggio di consegne che chiude una stagione e, nello stesso tempo, prova a garantirne la continuità.

François ha affidato il suo congedo a un lungo messaggio che assomiglia più a un bilancio personale che a una lettera d’addio. Il primo ricordo è inevitabilmente Sergio Marchionne. «Si fidava di noi perché riuscissimo a cambiare le cose. Pretendeva risultati». Una frase che contiene molto del metodo dell’ex amministratore delegato: poche cerimonie, molta pressione e una misurazione quasi ossessiva dei risultati.

Ed è proprio dai risultati che François parte per rivendicare il lavoro fatto nel suo messaggio su Instagram.

Prima Lancia, guidata per sei anni quando il marchio sembrava destinato a un progressivo ridimensionamento. La ricetta, secondo François, fu recuperare una parte dell’identità Autobianchi e accompagnarla con un forte investimento nel marketing. Poi Chrysler: due anni di voli settimanali a Detroit, «pochissimo sonno» e il tentativo di rimettere in piedi non soltanto un marchio, ma una parte importante del gruppo americano appena entrato nell’orbita Fiat.

Marchionne lo avrebbe poi nominato Chief Marketing Officer del gruppo e infine amministratore delegato di Fiat, «il marchio più vicino al mio cuore». Nel corso della carriera François avrebbe guidato anche Chrysler, Abarth, DS Automobiles e Lancia, diventando uno dei manager più longevi e riconoscibili dell’universo Fiat prima e Stellantis poi.

Un percorso che spiega anche perché il suo saluto insista tanto sull’Italia. François rivendica il ritorno della famiglia 500 a Mirafiori, il nuovo investimento sulla Panda a Pomigliano e soprattutto una scelta che considera politica oltre che industriale: rimettere l’Italia e gli italiani al centro delle decisioni del marchio.

Oggi, sottolinea, più della metà delle Fiat acquistate dagli italiani viene prodotta in Italia. E rivendica anche i numeri del 2026: Fiat è il primo marchio di Stellantis e cresce di oltre il 20 per cento. «Credo che il meglio debba ancora venire», scrive, lasciando volutamente aperta la porta sul futuro di una marca che dovrà affrontare una fase delicata tra elettrificazione, nuovi prodotti e rilancio della propria presenza europea.

Il passaggio più personale riguarda però la squadra. François cita Gaetano Thorel, suo «braccio destro» nelle decisioni più importanti, e poi Piera Gallo, Anne Guillet, Randy Ortiz e Bruno Gisquet, definiti custodi della creatività. È forse questo il terreno sul quale il manager francese ha lasciato l’impronta più riconoscibile.

Fiat negli ultimi vent’anni ha costruito una parte importante della propria immagine non soltanto sulle automobili, ma sul modo in cui le ha raccontate: campagne spesso ironiche, popolari, identitarie e in qualche caso apertamente provocatorie. François arriva a sostenere che quella squadra abbia contribuito a «fare la storia della pubblicità». Una rivendicazione impegnativa, ma coerente con una carriera in cui marketing e prodotto sono sempre stati considerati due facce della stessa medaglia.

Ed è proprio sul terreno del marketing che Stellantis cerca continuità scegliendo Belloni.

Il nuovo responsabile dei tre marchi italiani torna infatti in un gruppo dove aveva già lavorato per sedici anni. È stato direttore marketing di Fiat e Lancia in Francia, managing director di Lancia per il mercato francese e Vice President Marketing per l’area Asia Pacifico. Dal 2015 al 2020 ha ricoperto il ruolo di Global Chief Marketing Officer per Comunicazione e Sport di Citroën.

Con Citroën lanciò la strategia “Inspired by You”, lavorando anche sulla trasformazione dell’esperienza cliente e su un nuovo modello di presenza digitale e retail, sintetizzato nel progetto “La Maison Citroën”. Sotto la sua gestione il marchio francese registrò otto anni consecutivi di crescita delle vendite in Europa.

Nel novembre del 2020 Belloni passò al Renault Group come Global Chief Marketing Officer, aggiungendo dal maggio 2023 anche la responsabilità di Chief Branding Officer per tutti i marchi del gruppo. Ora il ritorno a Stellantis.

«La sua visione internazionale, la leadership creativa e la profonda conoscenza dei nostri marchi saranno determinanti per rafforzare le attività di marketing in Europa e accompagnare FIAT, Abarth e Lancia nella loro prossima fase di sviluppo», ha spiegato Cappellano.

Belloni eredita dunque molto più di una poltrona. Eredita tre marchi con problemi, potenzialità e identità molto diverse.

Fiat deve consolidare il rilancio di una gamma tornata a guardare con maggiore decisione all’Italia e al segmento popolare. Abarth deve trovare una propria identità nell’era elettrica. Lancia è impegnata nel tentativo più difficile: tornare a essere qualcosa di più di un grande nome del passato.

François, invece, non scompare. Continuerà a lavorare con Stellantis come advisor strategico e supporterà Antonio Filosa ed Emanuele Cappellano su temi che andranno dalla strategia dei marchi a quella di prodotto.

Filosa lo ha salutato ricordandone «i numerosi anni di straordinario contributo» e una leadership che ha inciso tanto sui marchi quanto sull’organizzazione del marketing del gruppo.

È quindi un addio soltanto a metà. Ma segna comunque la fine di un’epoca: quella della Fiat uscita dalla crisi dei primi anni Duemila, cresciuta sotto Marchionne, passata attraverso Chrysler e FCA fino ad arrivare alla nascita di Stellantis.

François era lì quasi dall’inizio. E ora lascia la prima linea rivendicando tre cose: i risultati, l’Italia e le persone.

Con una frase finale che più di tutte riassume il personaggio e il marchio che ha guidato: «Sempre con l’Italia nel cuore».

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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